Nel corso dello sviluppo, dai primi anni di vita fino alla fase adolescenziale, i bambini e le bambine possono sviluppare forme di disagio psicologico che possono compromettere il loro equilibrato sviluppo psico-fisico, o renderlo particolarmente difficile.
Alcune forme di disagio psicologico possono strutturarsi come veri e propri Disturbi clinici (si veda un elenco sommario più avanti) e possono compromettere seriamente lo sviluppo del bambino, mentre altre possono rimanere condizioni di sofferenza che non compromettono lo sviluppo, ma lo possono ostacolare significativamente, come accade in occasione di lutti, eventi trumatici e  separazioni/divorzi  non adeguatamente elaborati.
L’obiettivo è di fornire risposte risolutive, mediante interventi brevi ed efficaci, senza l’ausilio di psicofarmaci.

L’approccio che utilizzo si basa sul modello Strategico Interazionista e si differenzia dai tradizionali percorsi di psicoterapia sui bambini, i quali sono lunghi molti anni, vengono svolti dentro gli studi degli psicologi clinici, e sono basati spesso sul gioco, ma non di rado risultano affiancati da farmacoterapie,

L’approccio che utilizzo si basa essenzialmente su terapia indiretta.
Le terapie indirette sono interventi rivolti ai genitori affinché sviluppino specifiche strategie psicologiche e comportamentali per produrre i cambiamenti necessari per sbloccare le problematiche dei loro figli. Si lavora sui genitori non in quanto si ritiene siano la causa dei problemi, ma in quanto si ritiene abbiano le maggiori risorse psicologiche e le maggiori possibilità concrete per indurre cambiamenti nel bambino. Questo approccio permette di generare un cambiamento nel contesto naturale del bambino,  e non nei contesti artificiali rappresentati dagli studi clinici degli psicologi.
L’aspetto più importante e innovativo è che la psicoterapia indiretta azzera gli effetti collaterali generati dalle psicoterapie tradizionali sui bambini. Difatti ogni intervento clinico ha effetti collaterali da non trascurare, e anche una psicoterapia in cui il professionista utilizza prevalentemente il gioco, ha seri effetti collaterali, per il fatto stesso di essere fatto in un ambiente clinico, da un professionista clinico con obiettivi clinici. Non di rado, incontrando questi bambini da adulti, una volta cresciuti, ci si rende conto che gli effetti collaterali negativi sono stati molto pesanti, a volte maggiori dei benefici prodotti dall’intervento. Gli effetti collaterali diventano poi letteralmente incalcolabili quando vengono somministrati farmaci per ridurre l’impatto del problema: difatti se negli adulti si riesce a valutare l’entità dell’effetto collaterale, nei bambini e negli adolescenti questo calcolo non è fattibile perché si incide sui processi psicologici i cui esiti si apprezzeranno solo in età adulta.
La terapia indiretta non esclude categoricamente la possibilità di vedere in via eccezionale il bambino, ma configura questa possibilità come remota e accessoria.
I principali Disturbi che possono manifestrasi con maggior frequenza durante l’infanzia sono:

Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente (gravi e ricorrenti scoppi di collera con umore persistentemente irritabile)

Disturbo d’ansia di separazione (paura e ansia persistenti e sproporzionate per l’età, in relazione all’allontanamento delle figure di attaccamento)

Mutismo selettivo (incapacità di parlare in situazioni sociali)

Fobie specifiche (Animale, Ambiente naturale, Sangue-inizioni-ferite, Situazione, Altro)

Disturbo d’ansia sociale (paura e ansia marcate nelle situazioni in cui il bambino è esposto all’esame degli altri)

Disturbo ossessivo-compulsivo (ossessioni e/o compulsioni in età infantile)

Disturbo reattivo dell’attaccamento (relazione di attaccamento assente o sottosviluppata associati a condizioni di cura insufficienti)

Disturbo da impegno sociale disinibito (relazione di eccessiva familiarità con adulti sconosciuti e comportamente sociali disinibiti associati a condizioni di cura insufficienti)

Pica (persistente ingestione di sostanze senza contenuto alimentare)

Disturbo da ruminazione (ripetuto rigurgito di cibo non associato a una condizione medica)

Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (incapacità di ssumere cibo in quantità sufficienti per il proprio fabbisogno)

Enuresi

Encopresi

Disturbo oppositivo-provocatorio

Disturbo esplosivo-intermittente

Disturo della condotta

Disforia di genere

Disabilità intellettive

Disturbi della comunicazione

Disturbo dello spettro dell’autismo

Disturbo da deficit attenzione/iperattività

Disturbo specifico dell’aprrendimento

Disturbo del movimento

Disturbi da tic

 

 

Per informazioni:

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